Servoscala per disabili e larghezza minima della scala: cosa dice la normativa

Servoscala per disabili e larghezza minima della scala: la normativa dice qualcosa in merito? Se lo chiede chi intravede nel servoscala un dispositivo utile per superare le barriere architettoniche rappresentate dalle scale. Barriere che per alcuni sono insormontabili, o perché affetti da importanti problemi alle articolazioni o perché addirittura costretti sulla sedie a rotelle. 

La volontà di installare questo dispositivo si intreccia però con i dubbi circa la compatibilità delle scale. Il riferimento è in particolare alle dimensioni di quest’ultime, o per meglio dire alla loro larghezza. 

Vale la pena parlare di questo dispositivo e, soprattutto, fare il punto sulla questione della larghezza della scala, ponendo come riferimento la normativa italiana

Il problema principale del servoscala

Per comprendere le dimensioni del problema, e la fondatezza dei dubbi, è necessario valutare un aspetto fondamentale del servoscala, un aspetto che riguarda il design e la progettazione. Il servoscala, infatti, per definizione occupa molto spazio. Di certo, ne occupa di più rispetto al semplice montascale. Secondo alcuni questi termini sono sinonimi, ma in realtà identificato due dispositivi diversi.

Sia chiaro, il meccanismo di base è lo stesso: il dispositivo è collegato a un binario che scorre in parallelo e sopra le scale, trasportando l’utilizzatore al piano desiderato. Ma mentre il montascale è formato da una piccola poltroncina, il servoscale è formato da una pedana. Lo scopo è chiaro, permettere anche a chi è in carrozzina di utilizzare agevolmente il dispositivo, senza doversi spostare da quest’ultima. 

Dunque, il servoscala è abbastanza ingombrante. Quanto? Non è possibile fornire una cifra univoca, anche perché i modelli si differenziano anche per questo aspetto. È più interessante, piuttosto, valutare l’elemento su cui si ha in assoluto il minor controllo, sostanzialmente immodificabile: la larghezza della scala.

Cosa dice la normativa sul rapporto tra servoscala per disabili e larghezza minima della scala

Dunque, cosa dice la normativa dei servoscale per disabili circa la larghezza minima della scala? 

La normativa di riferimento è il decreto ministeriale del 14 giugno 1989. Il testo è molto lungo e complesso, dunque è utile riportare in sintesi il contenuto relativo alla larghezza minima delle scale. Prima di tutto, va specificato che la normativa distingue tra servoscala e montascale, e persino tra scale dritte e scale curve.

Dunque, per quanto concerne i servoscale:

  • Se la scala è dritta, dev’essere larga almeno 85 cm;
  • Se la scala è curva, dev’essere larga almeno 95 cm.

Dunque, stiamo parlando di misure importanti. Per fortuna, queste soglie sono compatibili da un lato con gli stili di progettazione, che da qualche decennio a questa parte prediligono scale larghe, e dall’altro proprio con le esigenze imposte dalla normativa, che tra le altre cose suggerisce larghezze minime da rispettare sempre e comunque (a prescindere dall’installazione di dispositivi per il superamento delle barriere architettoniche).

Fatto sta che per quanto concerne il montascale, le soglie sono molto più basse. 

  • Se la scala è dritta, la larghezza non deve essere inferiore ai 65 cm;
  • Se la scala è curva, la larghezza non deve essere inferiore ai 77 cm.

Cosa scegliere tra servoscala e montascale

Il rapporto tra servoscala e larghezza minima della scala, come abbiamo visto, può essere problematico. In buona sostanza, può emergere una incompatibilità tra servoscala e scala. In quel caso, una soluzione di comodo è rappresentata dai montascale, che richiedono meno spazio e sono ugualmente efficacia, per quanto impongano una esperienza d’uso di tanto in tanto più complessa. Il riferimento è a chi è costretto sulla carrozzina, e quindi dovrebbe spostarsi in continuazione tra quest’ultima e la poltroncina, per usufruire del dispositivo.

Ma cosa scegliere quando, di contro, la scala non presenta alcuni problemi, ovvero è abbastanza larga da ospitare comodamente sia il servoscala che il montascale? Un discrimine è proprio la condizione dell’utilizzatore. Chi è sulla sedia a rotelle dovrebbe optare per il servoscala, per i motivi cui abbiamo già fatto cenno.

Tuttavia, va tenuto conto anche del luogo di installazione. Se esso corrisponde all’interno di un’abitazione, è necessario operare valutazioni anche di tipo estetico, in quanto il dispositivo diventa a tutti gli effetti un elemento di arredo. E in questo caso non c’è storia: il montascale è molto più “bello” del servoscala. La poltroncina può essere considerata un oggetto di design, se progettata e realizzata in un certo modo. Non stupisce, quindi, che i vari modelli si differenzino soprattutto sul piano estetico.

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