A quanto deve ammontare la larghezza della scala per l’installazione del servoscala?

Qual è la larghezza della scala per una installazione del servoscala a regola d’arte, che consenta un utilizzo del mezzo soddisfacente, comodo e sicuro? 

La risposta è meno scontata di quanto sembra, anche perché è necessario operare alcune distinzioni che riguardano da un lato il servoscala e dall’altro le scale. Ecco cosa c’è da sapere. 

La distinzione tra servoscala e montascale

La prima distinzione da fare è quella tra servoscala e montascale. Infatti vi è una certa confusione riguardo a questi due dispositivi, spesso si fa riferimento ad essi usando termini sbagliati o addirittura con lo stesso termine. 

In realtà, il servoscala ha sempre una pedana, mentre il montascala ha sempre la poltroncina. Ciò rende il primo più comodo per chi è sulla sedia a rotelle, semplicemente perché può percorrere le scale senza doversi spostare di seduta. Al contempo, rende il primo più adatto a chi conserva comunque un minimo di mobilità, fermo restando che può essere utilizzato anche da chi è costretto sulla carrozzina, in quanto basta spostarsi e richiuderla (portandola con sé durante il tragitto).

Per il resto, il meccanismo è lo stesso: un binario scorre parallelo e al di sopra delle scale, aggirando di fatto i gradini.

La distinzione tra servoscala e montascala è fondamentale, quando si parla di larghezza minima, in quanto i due dispositivi occupano una quantità differente di spazio. Ovviamente, il servoscala (ovvero la sua pedana) è più ingombrante del montascale (ovvero la sua poltroncina).

Tuttavia, va fatta una seconda distinzione, la quale riguarda la conformazione delle scale. Queste possono essere dritte o curve. Le prime, chiaramente, si trovano soprattutto all’esterno dell’abitazione, e servono per collegare il piano terra ai vari appartamenti. Le scale curve invece si trovano più facilmente all’interno dell’abitazione, e sono necessarie quando quest’ultima è disposta su due o più piani. 

Ebbene, le curve aumentano lo spazio occupato dal servoscala e dal montascala, in quanto i dispositivi devono ruotare, almeno parzialmente. E’ anche per questo motivo che installare questi dispositivi nelle scale curve è sempre più complicato, rispetto alle installazioni nelle scale dritte.

La larghezza minima della scala per un servoscala a norma di legge

Operate queste distinzioni, possiamo fornire qualche cifra circa la larghezza minima per l’installazione del servoscala e del montascala. Insomma, quanto devono essere larghe le scale?

Per i servoscala, ovvero per i dispositivi a pedana, sono necessari almeno 85 cm. Questi diventano ben 95 se la scala presenta delle sezioni curve.

Per i montascala, ovvero per i dispositivi a poltroncina, sono necessari 67 cm. Se però la scala è curva, la lunghezza minima sale a 77. 

Ora, queste sono larghezze minime. E’ sempre bene che la scala sia un po’ più larga, al fine di garantire un’esperienza d’uso senza intoppi. 

La buona notizia è che la maggior parte delle scale per cui questi dispositivi sono pensati superano, per quanto non abbondantemente, queste misure. Sicché è raro trovare una scala di un condominio – contesto naturale per i servoscala – più stretta di un metro. Allo stesso modo, è abbastanza raro trovare una scala interna all’appartamento che sia più stretta di 67 cm. 

Certo, non si può affrontare la questione a cuor leggero. Le eccezioni esistono, ed è bene andare incontro alle difficoltà con un minimo di consapevolezza. Tuttavia, una eventuale incompatibilità delle scale si scopre non oltre il momento del sopralluogo, che tutti gli installatori effettuano prima di passare all’intervento.

La questione dei costi

Ovviamente, quello della larghezza minima della scala per il servoscala e per il montascale è solo uno dei problemi che “affligge” i potenziali acquirenti. Quello più grave è probabilmente la paura di spendere troppo. In effetti i prezzi sono abbastanza elevati, almeno in senso assoluto: consistono sempre in alcune migliaia di euro. C’è da dire che le cifre sono bilanciate, se si considera l’effettivo beneficio che apportano. Ma tant’è: per alcuni sono proibitivi.

La buona notizia è che il legislatore mette a disposizione alcune importanti agevolazioni per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Si tratta di pagare prima e recuperare parte della spesa poi, secondo il meccanismo della detrazione IRPEF. In alternativa è possibile cedere il diritto alla detrazione a terzi, presumibilmente l’azienda installatrice (se è d’accordo) e ricevere in cambio un equivalente sconto in fattura. In tal modo, il recupero si trasforma in risparmio immediato. Per conoscere i dettagli sui costi e sulle agevolazioni potete dare un’occhiata alle pagine dedicate al servoscalae al montascale.

Il consiglio è però di non guardare solo ai costi, ma anche all’effettiva qualità dei dispositivi. Questi si differenziano infatti per la presenza di sistemi di sicurezza ulteriori rispetto a quelli obbligatori per legge, per un design più o meno raffinato, per la facilità di utilizzo. La variabilità, soprattutto lato estetico, è davvero ampia e impone una certa attenzione in fase di valutazione. 

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