Servoscala in condominio: chi paga? Ecco le regole

Installare un servoscala in condominio è meno semplice di quanto si possa pensare. Infatti, è necessario affrontare problematiche di tipo sia burocratico che relazionale. Lo scopo è certamente dotarsi di un dispositivo che possa abbattere le barriere architettoniche, favorendo la mobilità delle persone disabili, ma anche rispettare gli obblighi formali ed evitare tensioni con gli altri condomini. 

In questo articolo offriamo una panoramica di questi problemi, delle soluzioni per risolverli e delle regole da seguire. 

Servoscala per disabili in condominio, i problemi da risolvere

Prima di tutto, perché installare un servoscale in condominio? La verità è che ancora molti edifici non sono attrezzati per rendere la vita più facile a chi soffre di disabilità varie, come problemi motori più o meno gravi che possono richiedere addirittura l’utilizzo di una sedia a rotelle. Spesso l’ascensore non è sufficientemente grande per contenere una carrozzina, non di rado l’ascensore nemmeno c’è.

In questo caso, la soluzione più rapida è l’installazione di un dispositivo a parte, che può essere il servoscala o il montascale. Sono dispositivi simili, che scorrono lungo le scale in modo da superarle agevolmente e permettere a chi le usa di raggiungere il piano desiderato. L’unica differenza risiede nell’elemento che nel concreto “accoglie” l’utilizzatore. Nel caso del servoscala è una pedana, sulla quale salire in piedi o con tutta la carrozzina. Nel caso del montascale è una poltroncina sulla quale sedersi.

Le problematiche sono comunque le medesime, sia dal punto di vista amministrativo sia dal punto di vista dei rapporti con gli altri condomini. Ecco una panoramica dei problemi da affrontare.

  • Il dispositivo grava sulle parti comuni. Dunque, in ogni caso devono essere coinvolti i condomini. 
  • L’installazione del servoscala (o del montascale) è disciplinata dal legislatore in quanto intervento per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Dunque, è necessario rispettare alcune procedure formali. 
  • Il dispositivo costa parecchio. Dunque, è sempre bene trovare un accordo con gli altri condomini. L’obiettivo, infatti, è dividere le spese.

Le regole per l’installazione del servoscala in condominio

Le procedure sono abbastanza complesse quindi è bene prenderne atto prima possibile in modo da non commettere errori che potrebbero pregiudicare l’intervento o innescare la fastidiosa spirale dei ricorsi e delle citazioni in giudizio. 

A fare fede sono il Codice Civile e la legislazione ordinaria. In particolare, occorre fare riferimento:

  • All’articolo 1120 del Codice Civile, che consente ai condomini riuniti in assemblea di deliberare interventi per il miglioramento delle parti comuni, tra cui è compreso anche l’abbattimento delle barriere architettoniche.
  • Alla Legge n.13 del 1989, che disciplina i diritti del richiedente e le procedure da seguire. 

Dunque, come si precede?

Tutto parte da una richiesta scritta di chi propone l’intervento nei confronti dell’amministratore. La richiesta dovrebbe contenere alcuni elementi specifici quali:

  • La proposta di convocare un’assemblea specificatamente finalizzata a deliberare l’intervento.
  • Progetti e preventivi, da presentare successivamente in assemblea. Si tratta di un gesto di cortesia e anche funzionale a mettere i condomini nella condizione di scegliere serenamente. 

A questo punto, la battaglia si sposta in assemblea. L’intervento, per essere approvato, deve guadagnare una maggioranza di due terzi in prima convocazione e una maggioranza di un terzo in seconda convocazione. Sulla carta è tutto molto fattibile, ma nella realtà dei fatti l’intervento giova solo a uno dei condomini, dunque trovare “alleati” è sempre abbastanza complicato.

Che succede se l’assemblea rigetta la proposta? A quel punto il richiedente può muoversi in autonomia, ma a due condizioni:

  • Che siano passati almeno 3 mesi dall’invio della richiesta all’amministratore
  • Che esegua l’intervento a sue esclusive spese

Dunque il rischio più grande è dover affrontare “da soli” un certo sforzo economico. Questa eventualità è in realtà meno problematica di quanto si possa pensare. Se da un lato il servoscala costa parecchio, dall’altro il legislatore ha posto in essere delle ottime agevolazioni fiscali. Il meccanismo è sempre lo stesso: si realizza l’intervento e si recupera una parte della spesa attraverso il meccanismo del credito di imposta, dunque scontandola sull’IRPEF in un certo arco di tempo.

Nello specifico, è possibile detrarre il 75% della spesa, da dividere in cinque periodi d’imposta. Per inciso, le regole valgono solo per gli interventi realizzati entro il 31 dicembre 2022. Terminata questa scadenza, si ritorna alla vecchia agevolazione, che consta di un’aliquota del 36% e un orizzonte temporale di dieci anni. 

Consigli generali per l’installazione del servoscala

In linea di massima, si gioca tutto sulla capacità di interagire con gli altri condomini, di persuadere e convincerli. Ecco qualche consiglio per “sfangarla” e raggiungere l’obiettivo della condivisione delle spese.

  • Prendersi tutto il tempo necessario. Il lavoro di convincimento deve partire da molto lontano, e richiede del tempo. Dunque, è bene non avere fretta. 
  • Mantenere buoni rapporti con i condomini. Prima di avanzare richieste “dolorose”, che comportano un dispendio di denaro, è necessario aver sviluppato un rapporto come minimo cordiale con gli altri condomini. La base di partenza dev’essere questa. 
  • Allegare tutta la documentazione possibile. E’ probabilmente il passaggio più importante. Presentare progetti e preventivi, e in generale una gran mole di dettagli, consente di sciogliere dubbi riguardo l’effettivo costo dell’intervento e l’impatto sulle parti comuni. 
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